- Il concorso pubblico è la procedura selettiva, costituzionalmente prevista, per assumere personale stabile nella PA.
- Il bando è il documento ufficiale che disciplina un concorso o un'altra procedura: contiene tutte le regole.
- L'avviso pubblico è di solito una procedura più snella per incarichi a termine, collaborazioni, mobilità.
- La selezione è un termine generico: può indicare un concorso, un avviso o una procedura comparativa.
Cos'è un concorso pubblico
Il concorso pubblico è la procedura selettiva attraverso cui le pubbliche amministrazioni italiane assumono personale a tempo indeterminato (e in alcuni casi anche a tempo determinato strutturato). La regola è prevista dall'articolo 97 della Costituzione, che stabilisce: "Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge". Significa che, salvo eccezioni (ad esempio le categorie protette tramite il collocamento mirato), un ente pubblico non può scegliere chi assumere: deve pubblicare un bando, fissare regole oggettive, indire prove valutate da una commissione e formare una graduatoria di merito.
Il concorso può essere per esami (solo prove di selezione), per titoli ed esami (prove più valutazione dei titoli), per soli titoli (raro, ammesso solo in casi specifici). Le fasi tipiche sono: pubblicazione del bando, ricezione delle domande, eventuale prova preselettiva, prove scritte, prova orale, graduatoria, assunzione. Per un quadro completo del percorso vedi la nostra guida Come partecipare a un concorso pubblico.
Cos'è il bando
Il bando non è una procedura: è il documento che disciplina una procedura. Quando un ente pubblico decide di assumere o di affidare un incarico, predispone un atto formale — il bando, appunto — che contiene tutte le regole della selezione: oggetto, posti messi a concorso, requisiti, modalità di presentazione della domanda, prove, criteri di valutazione, scadenze, riserve, preferenze, modalità di comunicazione e di pubblicazione della graduatoria.
Il bando ha valore giuridicamente vincolante: in caso di contenzioso, è il testo del bando — non le interpretazioni successive — che fa fede. Per questo nella nostra guida Come leggere un bando di concorso insistiamo molto sul leggere l'intero documento prima di candidarsi: le sorprese stanno quasi sempre negli articoli centrali (requisiti specifici, allegati obbligatori, riserve di posti). Esistono "bandi di concorso", "bandi di mobilità", "bandi di selezione": il termine bando viene usato come prefisso generale per il documento, indipendentemente dalla natura della procedura sottostante.
Cos'è un avviso pubblico
L'avviso pubblico è una procedura, di solito più snella di un concorso, utilizzata dagli enti per esigenze specifiche e tendenzialmente non stabili. Gli usi più comuni sono:
- Avvisi di mobilità: l'ente cerca personale già dipendente di un'altra PA che voglia trasferirsi (mobilità volontaria) o ha l'obbligo di pubblicare per mobilità obbligatoria prima di indire un concorso.
- Avvisi per incarichi a tempo determinato: contratti a termine per esigenze stagionali, sostituzioni, progetti, supplenze.
- Avvisi per collaborazioni e incarichi professionali: prestazioni di lavoro autonomo, consulenze, incarichi a esperti esterni.
- Avvisi di interpello interno: l'ente cerca all'interno della propria struttura figure per ruoli specifici, prima di aprire all'esterno.
- Avvisi di manifestazione di interesse: l'ente raccoglie candidature per costruire elenchi di idonei o "albi" da consultare al bisogno.
Le regole di un avviso pubblico variano molto in base al tipo di procedura. Spesso non c'è una prova scritta: la selezione avviene tramite valutazione dei titoli e, talvolta, colloquio. Le tempistiche sono in genere più brevi rispetto a un concorso vero e proprio. Attenzione: un avviso non porta normalmente al posto fisso. Anche quando si svolge un incarico a tempo determinato ottenuto tramite avviso, l'eventuale stabilizzazione richiede in seguito un concorso o una procedura ad hoc prevista dalla legge.
Cos'è una selezione pubblica
Il termine selezione è il più ambiguo dei quattro: non corrisponde a una procedura tipizzata, ma è usato come sinonimo generico di procedura comparativa per scegliere candidati. In pratica, sotto la parola "selezione" possono nascondersi cose molto diverse:
- una selezione pubblica per concorso = un concorso vero e proprio;
- una selezione tramite Centro per l'Impiego (ex art. 16 della legge 56/1987) per profili a basso livello di inquadramento (es. operatori di pulizia, autisti): la "graduatoria" si forma in base a indicatori reddituali e all'ordine di arrivo, dopo prove di idoneità;
- una selezione all'interno di un avviso pubblico per incarichi a termine o per collaborazioni;
- una selezione interna: aperta solo al personale già dipendente dell'ente, per progressioni di carriera.
Quando incontri "Avviso di selezione" oppure "Selezione pubblica" nel titolo di un bando, vai a leggere subito il primo articolo del documento: lì viene esplicitata la natura della procedura (concorso pubblico per esami, avviso di mobilità, selezione per incarico a tempo determinato…) e i relativi effetti sull'eventuale assunzione.
Tabella riepilogativa
| Termine | Natura | Esito tipico |
|---|---|---|
| Concorso pubblico | Procedura selettiva | Assunzione a tempo indeterminato |
| Bando | Documento che disciplina una procedura | Dipende dalla procedura sottostante |
| Avviso pubblico | Procedura snella (mobilità, T.D., collaborazioni) | Incarico a termine, mobilità, consulenza |
| Selezione | Termine generico | Variabile (verificare nel testo del bando) |
Le definizioni qui sopra sono di carattere divulgativo. La natura giuridica di ogni procedura, gli effetti dell'esito (assunzione, idoneità, conferimento di incarico) e i diritti dei candidati sono regolati dal singolo bando e dalla normativa di riferimento. Per un caso specifico verifica sempre il testo del bando e, se serve, chiedi consulenza a un sindacato di categoria o a un legale.
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